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Rapporto di osservazione

Ritratto

Caratteristiche

Lupo (Canis lupus)

Un timido ritorno: il lupo nella Surselva, vicino a Pigniu, 2006 © Peter A. Dettling
  • Morfologia: simile a un cane pastore tedesco, ma più alto e magro, con coda relativamente più corta e orecchie arrotondate. In estate appare più snello a causa del pelo estivo più corto. Pelliccia di colore grigio- beige, muso generalmente più chiaro. In America del Nord si possono trovare lupi completamente bianchi o neri.
  • Dimensioni: in Europa centrale lunghezza testa – corpo 130-150 cm, altezza al garrese 65–80 cm.
  • Peso: in Europa centrale ca. 30 kg, varia molto a seconda della sottospecie (fino a 80 kg).
  • Speranza di vita: in natura fino a 12 anni.

Status e minacce

Status legale

Lista rossa delle specie protette:

  • Globale: non minacciato (Least Concern)
  • Europa: non minacciato (Least Concern).

Le maggiori minacce per i lupi in Svizzera sono dati dalle uccisioni legali e illegali, nonché dagli incidenti con mezzi di trasporto (principalmente con le automobili, ma anche con i treni).

Struttura spaziale e sociale

Un lupo è in piedi in un prato fiorito. La sua pelliccia è corta tranne che sul collo, dove il pelo è ancora lungo.
Lupo nel momento dal cambio pelo da invernale a estivo. Area della Calanda © Charly Gurt.

I lupi sono molto adattabili. A livello mondiale compaiono nella tundra artica, nelle foreste, nelle steppe, nei deserti e persino in aree molto frazionate e antropizzate. In Svizzera sono presenti principalmente nelle aree forestali delle Alpi, delle Prealpi e del Giura. Hanno bisogno di aree di rifugio tranquille per crescere i loro piccoli. In Svizzera ci sono anche una serie di avvistamenti in aree rurali e osservazioni isolate in aree urbane.

I lupi sono animali sociali e vivono in gruppi familiari chiamati branchi. I territori dei lupi delle Alpi sono di circa 50-300 km² e sono difesi contro altri conspecifici. A causa della loro spiccata territorialità, relativamente pochi lupi sono distribuiti su una vasta area. La dimensione dei territori dipende dalla densità delle specie preda. Un territorio di lupi deve essere sempre abbastanza grande da consentire alle coppie riproduttive di predare abbastanza ogni anno per poter allevare la prole. Meno prede vivono in una regione, più grandi devono essere i territori dei lupi. I primi risultati dei lupi dotati di radiocollare hanno mostrato che anche nel paesaggio colturale intensamente utilizzato dall’uomo la presenza di aree di rifugio sono importanti per la posizione e la dimensione dei territori.

In Europa la dimensione media di un branco è di circa 5 animali. Il numero di lupi in un branco varia nel corso dell’anno. Ad aprile/maggio nascono 3-9 cuccioli. I lupi subadulti delle nascite precedenti rimasti nel branco aiutano nell’allevamento della nuova cucciolata. Quando cercano un partner e un proprio territorio, i giovani lupi di solito lasciano il territorio dei genitori all’età di 10-22 mesi, mentre altri rimangono nel branco fino a 3 anni. È documentato che lupi estranei possano essere adottati nel branco.

Riproduzione

Cinque cuccioli di lupo che giocano insieme ai margini della foresta.
Cuccioli del branco del Beverin dell’anno 2019 © Hans Garmann, AJF

Contrariamente alle femmine di cane, quelle di lupo vanno in calore una sola volta all’anno. La stagione degli amori ha luogo tra gennaio e marzo, varia secondo le regioni. Dopo una gestazione di circa 63 giorni la lupa dà alla luce da 3 a 9 lupacchiotti ciechi. Solitamente solo la femmina territoriale ha piccoli. Poiché i lupi diventano maturi sessualmente solo all’età di 22 mesi, di solito ci sono animali di diverse annate nel branco. Può capitare che anche una delle figlie della capobranco abbia una cucciolata. Inoltre, anche sotto l’influenza di una forte caccia da parte dell’uomo o con una presenza elevate di prede, possono verificarsi più cucciolate in un branco. In un branco, tutti gli individui partecipano all’allevamento dei piccoli, la mortalità giovanile è tuttavia molto alta. Dopo tre mesi circa, i piccoli vengono trasferiti dalle tane a dei nascondigli protetti (luoghi d’incontro), dove rimangono soli ad aspettare il ritorno degli adulti andati a caccia. A partire dall’autunno cominciano a seguire i movimenti del branco. La maggior parte dei giovani lupi, durante un periodo compreso tra i dieci mesi e i due anni di età, emigra per fondare un proprio branco. Se non riescono a trovare territori adeguati nelle vicinanze, possono percorrere lunghe distanze (fino ai 1500 km). Nel corso del loro vagabondare sono spesso vittime di incidenti stradali.

Alimentazione

Il lupo è un cacciatore a inseguimento e opportunista: preda ogni volta che ne ha l’occasione. É un comportamento sensato in natura, dato che gli attacchi non sempre hanno successo e a volte è costretto a trascorrere lunghi periodi di digiuno. Perciò non può permettersi di tralasciare una potenziale preda. Il suo istinto di predazione può essere stimolato ripetutamente da animali che fuggono. Ad esempio, in un recinto di pecore può uccidere più animali di quelli che può consumare.

I lupi cacciano principalmente ungulati, però possiedono una grande capacità di adattamento. Questo può variare notevolmente nel corso delle stagioni, p. es. durante il periodo delle nascite. Solitamente predano animali giovani, vecchi o malati. In Europa centrale, cacciano principalmente cervi, caprioli e camosci e in Europa meridionale anche cinghiali. Nell’America settentrionale si nutrono generalmente di wapiti, caribù, alci o bisonti, però, in assenza di ungulati si concentrano su prede di piccole dimensioni come lepri o anche salmoni. Occasionalmente capita che uccidano sciacalli, volpi, bestiame domestico, micromammiferi o che mangino carogne. I lupi possono ingerire una grande quantità di cibo nello stomaco, specialmente durante il periodo dell’allevamento della prole. Poi rigurgitano la carne per nutrire i cuccioli. Ma possono sopravvivere tranquillamente senza cibo per diversi giorni.

Storia in Svizzera

Un lupo sparato giace su due tavole a terra nell'erba.
Questo lupo è stato abbattuto da un cacciatore il 9 settembre 1954 nella valle di Poschiavo. Fotografo sconosciuto, 1954. © Museo Poschiavo

Verso la fine del diciannovesimo secolo, in Svizzera e in vaste regioni d’Europa il lupo è stato sterminato. Durante questo periodo, a causa di un’elevata pressione venatoria, la selvaggina era scarsa e il lupo predava principalmente capi di bestiame, entrando in conflitto gli allevatori. Di conseguenza sono stati sistematicamente uccisi, catturati e avvelenati. In Italia, Spagna, Europa dell’Est e del Nord piccole popolazioni sono sopravvissute nutrendosi di bestiame e perfino di rifiuti. Quando nel 1971 in Italia il lupo fu considerato una specie protetta, la popolazione era costituita da poco più di un centinaio di individui confinati nell’Appennino centro-meridionale. Per mancanza di prede naturali, i lupi si nutrivano di animali domestici e persino di rifiuti. Singoli lupi sono comparsi in Svizzera già a metà del secolo scorso. A quel tempo erano probabilmente i cosiddetti migratori di lunga distanza, come è stato dimostrato anche in tempi recenti. Le probabili origini di alcuni lupi (lupo maschio a Eischoll, VS, 27/11/1947 e femmina a Poschiavo, GR, 09/09/1954) sono state attribuite nello studio di Dufresnes et al. 2019 alla popolazione alpina originaria, di cui erano sopravvissuti alcuni lupi. In seguito alla sua protezione e all’aumento delle prede naturali gli effettivi hanno potuto ristabilirsi e la sua area di distribuzione si è estesa fino alle Alpi. Nel 1995, i primi lupi provenienti dall’Italia hanno ricolonizzato la Svizzera. Fino alla formazione del primo branco svizzero bisognò però attendere sino al 2012.

Uomo e lupo

Un principe e una ragazza cavalcano un lupo nella foresta.
Illustrazione tratta dalla favola «Ivan Tsarévitch e il lupo grigio», nella quale un lupo aiuta l’eroe nella sua vittoria. Nei miti orientali il lupo ha spesso un ruolo positivo. Nella favola russa «Ivan Tsarévitch e il lupo grigio», il lupo prima mangia il cavallo dell’eroe. In seguito però principe e lupo si alleano e vincono i loro nemici grazie alla loro forza congiunta. © Wiktor Michailowitsch Wasnezow

Il lupo è protagonista di molte favole e molti miti. Ha un valore simbolico che varia secondo le diverse culture. Tra i cacciatori-raccoglitori aveva spesso un’immagine positiva. Mentre nella cultura occidentale ha una connotazione piuttosto negativa: è visto come un pericolo per l’uomo e il bestiame.

Tuttavia, è un animale elusivo e i casi d’attacchi all’uomo sono estremamente rari. I maggiori conflitti con l’uomo emergono dagli attacchi a greggi di pecore. Nel documento Strategia Lupo Svizzera -messo in atto per facilitare la coabitazione tra uomo e lupo – i danni causati al bestiame sono indennizzati dalla Confederazione e dai Cantoni. Se un lupo uccide 35 pecore in quattro mesi o 25 pecore in un mese può essere abbattuto con un’autorizzazione di abbattimento erogata dalla commissione intercantonale composta da autorità cantonali e dall’Ufficio Federale dell’Ambiente. Tuttavia, queste misure sono messe in atto solamente se si tratta di bestiame che beneficia di misure di protezione delle greggi.

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