Wildkatze_Geslin_KORA-7
Wildkatze_Geslin_KORA-2
Wildkatze_Geslin_KORA-14
Wildkatze_Geslin_KORA-8
Wildkatze_Geslin_KORA-13
previous arrow
next arrow
 
Rapporto di osservazione

Ritratto

Caratteristiche

Gatto selvatico (o gatto delle foreste) (Felis silvestris)

Un gatto selvatico sta sul prato e guarda direttamente nella telecamera.
Gatto selvatico europeo © Laurent Geslin
  • Morfologia (DE, FR): mantello grigio-giallastro, spesso con striature sfocate bruno-nerastre, 4-5 striature ben definite sulla nuca e una su ogni spalla, banda nera sul dorso fino alla radice della coda. Coda piuttosto folta (27-35 cm), con anelli neri e punta arrotondata e nera.
  • Dimensioni: leggermente più grande del gatto domestico, lunghezza testa-corpo: 43-65 cm.
  • Peso: maschi adulti fino a 7 kg, femmine fino a 5 kg.
  • Speranza di vita: in natura fino a 10 anni.

Status e minacce

Status legale

Lista rossa delle specie protette:

  • globale1: non minacciato (Least Concern)
  • Europa1: non minacciato (Least Concern).

1Fino a pochi anni fa, il gatto selvatico in Europa, Africa e Asia era considerato come un’unica specie con diverse sottospecie. Kitchener et al. nel 2017, nella loro revisione della tassonomia di tutte le specie di gatti selvatici, hanno classificato il gatto selvatico europeo come una specie a sé stante. La valutazione globale e anche quella europea sono ancora basate sulla vecchia tassonomia e dovrebbero venir aggiornate al più presto.

Accoppiamento tra gatto selvatico e gatto domestico © Laurent Geslin

Una potenziale minaccia per la specie è rappresentata dall’onnipresente gatto domestico. Quest’ultimo, infatti, non discende dal gatto selvatico europeo, bensì dal gatto selvatico africano (Felis libyca). Il gatto domestico raggiunse ampia diffusione in Europa Centrale a partire dal 900 d.C. Oggi è uno degli animali domestici più amati e diffusi. L’incrocio tra gatti domestici e gatti selvatici produce discendenti fertili, che vengono detti “ibridi”. L’ibridazione può rappresentare una minaccia per una specie di cui rimangono solo popolazioni di dimensioni ridotte e distribuite in modo frammentario sul territorio, poiché può portare all’“estinzione genetica” della specie. L’impatto dell’ibridazione con il gatto domestico per la salvaguardia del gatto selvatico europeo è attualmente oggetto di studio in vari progetti. In Germania, ad esempio, uno studio su larga scala ha esaminato geneticamente diverse migliaia di campioni di peli raccolti sul corso degli ultimi anni, individuando un tasso di ibridazione pari a circa il 3%. In Scozia, invece, il gatto selvatico è considerato in gran parte geneticamente estinto a causa dell’ibridazione con il gatto domestico (Review of the Conservation Status of the Wildcat in Scotland). I fattori che favoriscono o impediscono l’ibridazione non sono stati ancora adeguatamente studiati, e questo studio è anche uno degli obiettivi del Progetto Gatto selvatico KORA.

Inoltre, i gatti domestici possono trasmettere malattie ai gatti selvatici. Ulteriori minacce per il gatto selvatico derivano dalla frammentazione e dal degrado di habitat ecologicamente idonei (in particolare, la perdita di ambienti naturali diversi e strutturalmente ricchi), e dagli incidenti stradali.

Struttura spaziale e sociale

Un gatto selvatico marca un paletto piantato da KORA. © KORA

I gatti selvatici preferiscono vivere in aree ricche di struttura e con vegetazione matura, come foreste miste di latifoglie e boschi golenali. Se sono disponibili rifugi e prede a sufficienza, ad esempio grazie a una varietà di piccole strutture, i gatti selvatici possono anche vivere in ambienti aperti e non direttamente collegati al bosco.

Il gatto selvatico è una specie solitaria e stanziale, che vive in territori di dimensioni variabili a seconda della disponibilità di risorse alimentari, della presenza di zone indisturbate, ma anche della stagione. Le femmine hanno generalmente territorio più ridotto rispetto ai gatti selvatici maschi. In media, l’estensione del territorio è stata stimata a circa 2-5 km² per le femmine e fino a 12 km² per i maschi.

I territori vengono delimitati mediante marcature odorose di urina. Quello di un maschio raggiunge le sue dimensioni massime durante il periodo degli amori. Il territorio di una femmina raggiunge le sue dimensioni minime durante il periodo in cui accudisce i piccoli.

Riproduzione

Il periodo riproduttivo del gatto selvatico va da gennaio a marzo. L’attività intensa durante questi mesi porta, soprattutto nei maschi, a un’importante perdita di peso. I gatti selvatici si riproducono una volta all’anno. Dopo una gestazione di circa 68 giorni la femmina partorisce, in un luogo asciutto e protetto, ad esempio ai piedi di una radice, nella cavità di un albero oppure in una tana di volpe abbandonata, da 1 a 6 piccoli (in media 3 o 4), ciechi e ricoperti di pelo. La femmina si occupa da sola dei piccoli e li allatta per 3 o 4 mesi, ma già a partire dal primo mese inizia a nutrirli anche con prede. Poco tempo dopo, la seguono durante l’attività di caccia. A 5 o 6 mesi i giovani felini sono indipendenti e in autunno si separano dalla madre. Durante la ricerca di un proprio territorio, molti gatti selvatici muoiono di fame o a causa di incidenti stradali . Il gatto selvatico raggiunge la maturità sessuale a 10 mesi. Se riesce a trovare un territorio adatto, può riprodursi già a partire dal secondo anno di vita.

Alimentazione

I piccoli mammiferi assumono un ruolo centrale nel regime alimentare del gatto selvatico. Foto scattata con una fototrappola, Giura, 2016. ©KORA

A seconda dell’area di distribuzione, il gatto selvatico europeo si nutre cacciando prevalentemente piccoli mammiferi e, se presenti, conigli selvatici. A volte preda anche uccelli, pesci, rettili, anfibi o insetti, ampliando così il proprio spettro alimentare a seconda della regione o della stagione. In Svizzera il 90 % delle prede è costituito da roditori, soprattutto da arvicole. Essendo un predatore che caccia appostandosi in agguato e attivo soprattutto al crepuscolo, il gatto selvatico è dotato di eccellenti organi sensoriali. I suoi artigli retrattili affilati gli consentono di afferrare la preda. In seguito, la uccide con il morso alla gola caratteristico dei felini, o fratturandole il cranio, a seconda delle sue dimensioni. Nello stomaco di gatti selvatici trovati morti sono state rinvenute quantità considerevoli di cibo: fino a 24 prede per un peso totale di 452 grammi.

Storia in Svizzera

Originariamente il gatto selvatico era largamente diffuso sull’Altipiano e nel Giura. Alla fine del XVIII ° secolo in queste stesse zone era stato quasi completamente sterminato: “Il gatto selvatico appartiene ai (…) predatori più dannosi del nostro Paese”, e “i cacciatori devono impedire con qualsiasi mezzo a questo ospite indesiderato di riprodursi”, sono due citazioni tratte dalla letteratura venatoria. Questo atteggiamento nei confronti del gatto selvatico ha portato al crollo dei suoi effettivi. In Svizzera, è una specie protetta sin dal 1962. È impossibile ad oggi determinare se a un certo punto della sua storia in Svizzera il gatto selvatico sia stato completamente estirpato. Sono state effettuate alcune reintroduzioni, ma solo con pochi individui. Probabilmente il gatto selvatico è ritornato in Svizzera grazie a immigrazioni spontanee dal Giura francese, in particolare dal Sundgau e dalla Borgogna.

Uomo e gatto selvatico

Il gatto selvatico è un elusivo abitante dei boschi di cui l’uomo quasi non si accorge. I conflitti con animali da reddito sono praticamente inesistenti, all’eccezione di rare e occasionali predazioni di galline. Il gatto selvatico è protetto dal 1962 in quanto specie della fauna selvatica autoctona: la caccia e la cattura sono severamente vietate.

Diese Seite verwendet Cookies, um die Nutzerfreundlichkeit zu verbessern. Mit der weiteren Verwendung stimmst du dem zu.